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Bellino: un’incantevole borgata tra le Alpi Cuneesi

Bellino è un piccolo comune italiano, noto in occitano come Blins, in francese come Bellin e in piemontese come Blìn, che conta appena 99 abitanti . Situato nella provincia di Cuneo, in Piemonte, si trova nell’alta Valle Varaita ed era parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita. La valle di Bellino si distingue per le sue caratteristiche naturali e storiche, e la vita del borgo si intreccia indissolubilmente con il paesaggio alpino che lo circonda.

Nel cuore della valle si estende una suggestiva borgata alpina, la quale conserva un’architettura tipica: le case in pietra e legno, con sporti dei tetti che proteggono dalle intemperie, finestre piccole e asimmetriche per minimizzare la dispersione termica e facciate orientate in modo da garantire luce ed efficienza . Questa stessa borgata si contraddistingue per le colonne portanti rotonde, alte fino a 10 metri, realizzate con perizia, simbolo di un’alta maestria costruttiva .

Dal punto di vista geografico, Bellino si estende su uno sprone del Monte Ferra. La valle completa un’escursione altimetrica che parte dai 1 400 metri della Borgata Rubeiretto e giunge ai 3 340 metri del Gran Rubrèn, in un tracciato lungo circa 10 km . La valle, stretta all’imbocco, si apre progressivamente: da un lato presenta ampissimi ripiani e la presenza di pascoli e alpeggi; dall’altro lato, invece, domina una fitta copertura boschiva . Il torrente Varaita la attraversa, dividendola in due versanti ben caratterizzati, uno generoso di pascoli e l’altro prevalentemente boscoso .

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Dal punto di vista geologico, le rocce della valle sono principalmente granito e quarzo, con tratti di calcare o arenaria. Vicino alla borgata Chiazale sono ancora visibili i resti di una miniera di ferro attiva fino alla metà del XVIII secolo .

La biodiversità del territorio è notevole. Tra la flora si contano specie come Artemisia absinthium, Cetraria islandica, Chicorium intybus, Equisetum palustre, Matricaria chamomilla, Malva rotundifolia, Cicutaria fetida e Mentha piperita . La fauna comprende volpi (Vulpes vulpes), faine (Martes foina), martore (Martes martes), marmotte (Marmota marmota), cuculi (Cuculus canorus), camosci (Rupicapra rupicapra), picchi verdi (Picus viridis) e la specie denominata Salma faris .

La storia di questa valle è antica e complessa. Già attorno al 500 a.C., tribù di Liguri si insediarono nella zona, diventando popolazioni note come Liguri Montani, conservando autonomia per l’isolamento naturale del territorio . Durante le invasioni barbariche, la valle venne attraversata da Alarico (401 d.C.) e potenzialmente saccheggiata da Godeberto dei Burgundi nel V secolo . In epoca longobarda il territorio venne ceduto al Papa da Ariperto e Liutprando, mentre sotto Carlo Magno fu inserito nel Comitato di Auriate .

Nel Medioevo la valle fece parte del Marchesato di Saluzzo, mentre nel 1370 venne annessa al Delfinato francese . Solo nel 1713, con il Trattato di Utrecht, Bellino fu ceduto al Duca di Savoia, sancendo il distacco definitivo dalla Francia .

Tra i gioielli artistici del comune vi sono numerose chiese: la chiesa parrocchiale di San Giacomo nella borgata Chiesa (XIII-XIV secolo), la chiesa della Santissima Trinità sempre nella borgata Chiesa (XVII secolo) e la chiesa di Santo Spirito nella frazione Celle (1770) . Anche il patrimonio simbolico è importante: lo stemma e il gonfalone, concessi con decreto del Presidente della Repubblica il 14 febbraio 2008, rappresentano una volpe dorata su pianura verde con la lettera B d’argento .

Tra i percorsi culturali di rilievo figura il “Bellino Solare”: un itinerario tra oltre trenta meridiane affrescate nelle borgate di Sant’Anna, Chiazale, Celle e Chiesa. Le meridiane, restaurate nel 2000, sono contrassegnate da codici alfanumerici e raccontano la storia del tempo e dell’arte locale . Nella borgata Celle ha sede il Museo del Tempo e delle Meridiane, allestito nell’ex-scuola elementare restaurata, con ambienti in pietra e pavimenti lignei che raccontano l’osservazione del tempo fin dall’antichità .

A questo progetto si affianca l’Osservatorio astronomico di Borgata Celle, realizzato nel 2004 e dotato di un telescopio Schmidt–Cassegrain Celestron C14, strumento prezioso per osservazioni pubbliche e attività scientifiche .

Dal punto di vista antropologico, Bellino si compone di diversi nuclei, tra cui spiccano: i sei insediamenti nella parte bassa (Ribiera, Maire dei Bernard, San Giacomo, Fontanile, Bals e Pleyne, quest’ultima sede del municipio) e il nucleo superiore (Celle, Prafoucher e Chiazale) . Questo assetto rende ciascuna borgata un microcosmo con caratteri propri, architettonici e culturali unici. In particolare, la borgata Chiesa custodisce la chiesa medievale immersa nel silenzio e nella memoria; la borgata Fontanile conserva fontane e lavatoi che evocano una quotidianità artigiana .

Tra i punti di interesse naturalistici ed escursionistici vi sono l’ascensione al Monte Bellino (2 942 m), con percorsi da Sant’Anna di Bellino, e la suggestiva Rocca Senghi (2 450 m), accessibile anche mediante una ferrata, entrambe visibili dalle borgate superiori . Un itinerario escursionistico ben noto attraversa le borgate di Bellino, partendo da Chiesa verso Fontanile e Celle, attraversando scorci autentici, mulini, lavatoi e culminando al rifugio Melezè .

La valle ha sofferto uno spopolamento significativo, orientandosi sempre più verso un’economia legata al turismo di seconde case e piccole strutture ricettive. In passato, l’economia era di sussistenza, basata su allevamento (soprattutto bovino) e coltivazione di cereali, canapa, patate; tutte attività realizzate secondo consuetudini rigide, come il divieto antico di accedere ai pascoli alti prima del 26 luglio .

Le feste e le tradizioni locali, come la manifestazione storica biennale “La Beò”, con costumi, canti e danze, propongono una rievocazione della storia locale, spesso rappresentata in chiave simbolica come la guida verso la “Terra promessa”, una tradizione ricca di stratificazioni culturali . Le fiere tradizionali, come la fiera dei mestieri, quella dei 10 e la festa di Santo Spirito, animano la vita sociale e rafforzano l’identità di questa comunità alpina .

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